La storia del Giorno del Leone Alato
La storia dell’immagine del Leone alato è una storia che affonda le proprie radici all’origine dei tempi e tracciarne una fenomenologia risulta affascinante quanto complicato. Forse la prima figura che ci viene in mente è quella della Città di Venezia che si richiama alla figura dell’Apostolo San Marco, uno dei quattro Apostoli evangelici che venivano raffigurati già nell’arte paleocristiana e che si allacciano alla visione che il Profeta Ezechiele avrebbe avuto della venuta del Messia. Già qui si potrebbe fare un primo discorso su “cosa” il leone e l’aquila simboleggino, e le interpretazioni sarebbero davvero tante (la fierezza e l’agilità, l’arte militare e la ragione, la temperanza e l’adattabilità, ecc.) interpretazioni tanto valide quanto aleatorie siccome si rifanno a bestiari che si perdono nel tempo, luoghi e momenti in cui l’essere umano vedeva i due animali associandoli a delle caratteristiche d’animo che oggigiorno potremmo solo intuire.
L’altra cosa interessante, però, è che secondo alcuni il Leone alato rappresenterebbe una civiltà ben distinta, quella dell’antica Babilonia in cui si era soliti costruire statue con tali sembianze poste fuori la città allo scopo di allontanare le sciagure e difendersi dai nemici. Questo è un fenomeno che mi ha dato molto da riflettere. Nel suo tentativo a volte spasmodico di spiegarsi ogni cosa l’essere umano ha sempre cercato non solo di dare nomi e definizioni, ma anche immagini e allegorie che ci conserviamo forse dalle prime storie raccontate attorno al fuoco. In queste storie tutto ciò che non poteva essere spiegato con riferimenti “reali” diventava materia di mitologia, associazioni e creatività, da cui appunto la nascita di figure come quella del Leone alato. Se è vero che il Leone alato rappresenti la cultura Mesopotamica, allora non rappresenta soltanto un insieme di grandi città; rappresenta la PRIMA grande civiltà dell’Occidente che si sia interessata a fenomeni interni all’essere umano.
È qui infatti che nascono le prime religioni, lo studio dell’astronomia, dell’alchimia, della poesia, della matematica e della filosofia. È in questo senso, insomma, che il Leone alato rappresenta il primo approccio strutturato e organizzato dell’essere umano che, da un piano materiale, si slancia verso un piano superiore, cominciando a rompere gli argini del “semplice” fenomeno naturale con un collegamento a “qualcosa di più”. È sempre in questo senso, infine, che Silo (filosofo e pensatore argentino che ha fondato il Movimento Umanista) scrive i suoi racconti intitolati “Il giorno del leone alato”; auspicando un ritorno nel prossimo futuro a questo che potremmo definire semplicemente come un “sospetto del senso”.

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