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lunedì 12 marzo 2012

minolloWeb//06 - Il giorno della valanga


Oggi nel 50esimo anniversario del giorno della valanga, Peppino “o stuort”, portavoce del gruppo umano del centro storico di Napulegna apre i festeggiamenti dell’agglomerato urbano partenopeo ricordando quel giorno fatidico: 

“Cari amici come ogni anno ci ritroviamo qui in riva al mare, per ricordarci di come siamo stati capaci di toccare il fondo per poi risalire. Sembra passato un solo giorno, da quando quel vecchio e bisbetico sistema capitalista ci crollò sulle spalle e con esso si trascinò via sogni e speranze che ora riterremmo obsoleti. Non possiamo permettere alla nostra memoria di dimenticare come il crollo del sistema finanziario su scala planetaria, la chiusura delle banche, il disgregamento delle istituzioni ci abbiano portato a combattere gli uni contro gli altri, fratello contro fratello, essere umano contro essere umano, insomma come avevamo sempre fatto fino a quel momento! Non possiamo però dimenticare altrimenti la nostra risalita sulla scala evolutiva. Io non lo so comm’ è succiess stu fatt’, ma all’improvviso, per le strade, si sentiva parlare solo di come eravamo stanchi di combattere per niente. Nessuno sa dire bene come, ma ci si è resi conto che era solo uno spreco di energie continuare a combattersi come bestie e si è iniziato a comprendere che chi ha coniato  la frase l’unione fa la forza… nun era nu strunz!

Ora, dopo tanti anni, ci viene quasi da ridere a pensare ka primm a gent s’accattav a robba cu nu piezz e cart’chiammat “denaro”; sorridiamo divertiti al ricordare come l’essere umano riempiva le sue giornate affannandosi a lavorare per un mondo che non gli piaceva, per un lavoro monotono e inutile, per mandare avanti la sua famiglia quando poi l’unico momento in cui se la poteva godere era quann’era stanc’ viecchi e scucciat’ ra vit! Ci divertiamo a ricordare di come eravamo capaci solo di lamentarci per quello che non avevamo o di quello che non potevamo avere, quando l’unica cosa che ci mancava davvero era alla nostra portata. Ora che siamo stati capaci di iniziare la costruzione di un mondo che ci sembra migliore, ora che abbiamo compreso quanto sia importante dare spazio alla diversità, alla serenità, alla felicità piuttosto che al potere, al successo, al prestigio; ora che siamo sulla direzione di coordinarci in piccoli gruppi e metterci in relazione con gli altri, piuttosto che ragionare per massimi sistemi; ora che siamo coscienti che la cultura, l’istruzione e l’arte sono i mezzi fondanti con i quali si può dare forza alle nuove generazioni; ora che abbiamo compreso che le cose sono solo cose e che siamo in grado di aiutarci l’un l’altro, tramite forme di scambio e di competenze… E’ proprio adesso, con questo bagaglio di comprensioni, che non possiamo dimenticare e che dobbiamo trasformare quel divertimento in un monito propositivo per non tornare a commettere gli errori del passato. La chiamammo “Valanga”, perché ci trascinò giù come se fossimo pupazzi di neve lungo il suo passaggio. Ma non ci fece poi così male, ed è per questo che ci piace ricordarla: perché riconosciamo in lei la matrice del cambiamento, che anima ognuno di noi, non più pupazzi lungo il suo passaggio, ma cristalli bianchi che la formano”

I corrispondenti ed amici Mario “Bat-màn” e Manu “a Panzarott”, Napulegna, nuovo fronte umano partenopeo, 19 febbraio 2062

minolloWeb//06 - (s)punti di vista

Queste poche domande hanno come obiettivo quello di superare il rifiuto immediato a confrontarsi con modelli culturali sconosciuti. Per noi è importante recuperare il concetto di persona e la salvaguardia della sua autonomia, valorizziamo l’ascolto, la collaborazione e l’accettazione delle diversità culturali; denunciamo tutte le forme di violenza, anche quelle che vengono spacciate per “cultura”.

Maria e Ousmane sono due ragazzi che partecipano ai nostri Corsi gratuiti d'italiano per immigrati, e si sono gentilmente prestati per l'intervista di questo mese.



Maria, 29 anni, Ucraina / 29 years old, from Ucraina.


D/Q: Se bruciasse la tua casa cosa metteresti in salvo?/ If your house would burn down, what would you save?
R/A: Salverei i miei vestiti, le foto della mia famiglia, il mio Notebook. / I would save my clothes, my family's photos and my notebook.

D/Q: Quali sono le cose più importanti della tua vita? / What are the most important things in your life?
R/A: La famiglia, avere un lavoro e i soldi per vivere. / Family and having a good job and enough money to live.

D/Q: Se potessi cosa cambieresti qui a Napoli? / If you could, what would you change here in Naples?
R/A: Farei delle strade più grandi, queste sono troppo piccole, e pulirei la città, in Ucraina è tutto molto pulito, qui è pieno di spazzatura. / I would make streets bigger, these are too small, and I would clean the city, in Ucraina everything is cleaner, here there is garbage everywhere.

D/Q: Cosa desideri di più? / What do you wish the most?
R/A: Stare in stalute, avere un lavoro e dei figli, fare una buona vit. / I wish to be in good helth, to have a good work, to have children and live a good life.


Ousmane, 25 anni, Senegal / 25 years old, from Senegal.


D/Q: Se bruciasse la tua casa cosa metteresti in salvo?/ If your house would burn down, what would you save?
R/A: In una valigia metterei le foto, i vestiti, le scarpe e il rosario per pregare che ho sempre con me. / In a suitcase I would put photos, clothes, shoes and the rosary to pray that I always carry with me.

D/Q: Cosa cambieresti in Italia? / What would you change in Italy?
R/A: I vigili urbani, rompono sempre le scatole (ride). Mi piacerebbe trovare un nuovo lavoro, aprire un mio negozio. / I wuold change the policemen, they are always making troubles (he laughs). I would like to find a new job and open a little shop on my own.

D/Q: Cosa cambieresti in Senegal? / What would you change in Senegal?
R/A: Il presidente, Abdoulaye Wade è molto vecchio, ha 95 anni e non fa (crescere) il mio paese (io dico che mi ricorda qualcuno, ndr) / The president, Abdoulaye Wade, he is very old, he is 95 years old e he doesn't make Senegal grow. (I say that he reminds me of someone, ndr)

D/Q: Quali sono le cose più importanti per te? / What are the most importante things for you?
R/A: La mia famiglia, la salute, il denaro. / My family, good helth and money.

[Intervista di MariaGrazia Sauchelli; traduzione di Angela Zottola]

minolloWeb//06 - Il lavaggio dell'informazione

Il lavaggio dell’informazione

Avete presente che succede se aprite un rubinetto dopo molto tempo che è stato chiuso? All'inizio l'acqua esce gialla, marrone, e solo dopo un po' scorre limpida e pura. È la stessa cosa che è successa all’informazione negli ultimi 50 anni: si è assistito a un vero e proprio lavaggio per pulirla dalla strumentalizzazione che ne facevano i mass media, che lasciavano trapelare solo le notizie che volevano, condite o impoverite di dettagli che ne deformavano il contenuto e ne falsificavano l’autenticità. Programmi cosiddetti “d'informazione” che pilotavano, manipolavano e sporcavano le notizie in nome dell’audience, facendola diventare un’informazione di parte e non accessibile a tutti.

Dal 2012 è iniziato un duro e lento processo di pulitura dell'informazione, che ora scorre limpida e pura come l'acqua di una cascata. Si è detto addio alla legge bavaglio, ora tutti possono essere intercettati - anche il Papa se indagato, i giornali, ora consultabili interamente gratis sul web, riportano fedelmente tutte le intercettazioni, senza che i giornalisti rischino la galera per questo; sono stati chiusi molti siti come il vecchio megavideo, dove le persone possono consultare film e altri contenuti artistici, senza incorrere nel reato di pirateria. L’informazione, oggi, nel 2062 adempie alla sua originale funzione: comunicare, appunto, un evento, una  notizia, ma tale comunicazione non è più soggetta a censura rispetto al passato, arriva agli occhi e orecchie della gente così come arriva a chi la passa: pulita!

Ciò che quindi è cambiato è la forte trasparenza con cui si tratta l’informazione, coinvolgendo la gente in prima persona, senza più allusioni, frasi non dette, non come prima che ognuno aveva una sua verità, ora ne esiste una sola: quella dei fatti!


[Serena Costantino]

minolloWeb//06 - Nessun appoggio alle colonie planetarie!

Nessun appoggio alle colonie planetarie!
Tratto da "IL GIORNO DEL LEONE ALATO", dall'omonima raccolta di racconti di Silo

- Buongiorno, signora Walker.
- Buongiorno, signor Ho.
- Immagino che abbia letto il rapporto del mattino.
- Sí, certo.
- Suppongo anche che, rispondendo alla richiesta quotidiana di opinioni, avrà deciso di far sentire la sua voce sul tema delle colonie planetarie.
- Proprio così, signor Ho. Proprio così. Nessuno su questa Terra potrà incoraggiare un progetto così costoso sino a che un solo essere umano riamarrà al di sotto - e questo mi sembra mostuoso - dei livelli di vita di cui tutti godiamo.
- Come mi rallegra ascoltarla, signora Walker. Come mi rallegro! Ma mi dica, in quale momento tutto è cominciato a cambiare?... Quando ci siamo resi conto che esistevamo e che, quindi, esistevano anche gli altri? Adesso so che esisto, che sciocchezza! Non è vero, signora Walker?
- Non è affatto una sciocchezza. Io esisto perché lei esiste e viceversa. Questa è la realtà, tutto il resto è una sciocchezza. Credo che i ragazzi di... come si chiamava? Qualcosa di simile a “L’Intelligenza Lenta”?
- Il Comitato per la Difesa del Sistema Nervoso Debole. Nessuno li ricorda, per questo ho dedicato loro dei versi.
- Sì, sì. Bene, i ragazzi si sono dati da fare per mettere le cose in chiaro. In verità non so come abbiano fatto ma lo hanno fatto. Altrimenti ci saremmo trasformati in formiche od in api od in trifinus melancolicus! Non ci saremmo accorti di niente. Almeno per un po’ di tempo; forse noi non avremmo vissuto quello che stiamo vivendo. Mi dispiace solo per Clotilde e Damián e per tanti altri che non sono riusciti a vedere il cambiamento. Erano davvero disperati e la cosa piú grave è che non sapevano perché. Ma guardiamo al futuro.
- E’ così, è così. Tutta l’organizzazione sociale, se possiamo chiamarla così, sta crollando. In così poco tempo si è completamente sfaldata. E’ incredibile! Ma questa è una crisi che vale la pena di essere vissuta. Alcuni si spaventano perché credono che perderanno qualcosa, ma che cosa potranno perdere? Proprio adesso stiamo dando forma ad una società nuova. E quando avremo sistemato per bene la nostra casa, faremo un nuovo balzo in avanti. Allora sì che potremo dedicarci alle colonie planetarie, alle galassie ed all’immortalità. Non mi preoccupa il fatto che in futuro potremo commettere qualche nuova sciocchezza perché ormai saremo cresciuti e, a quel che sembra, la nostra specie riesce a cavarsela proprio nei momenti più difficili.
- Hanno cominciato con i programmi dello spazio virtuale. Li hanno montati in modo tale che tutti hanno voluto mettersi a giocare e così ben presto le persone si sono rese conto di non essere delle figure piatte ritagliate. Si sono resi conto di esistere. I ragazzi sono stati il fermento di qualcosa che sicuramente doveva accadere, altrimenti non si spiegherebbe la rapidità della cosa. La gente ha preso tutto nelle proprie mani, era ora! La conclusione della storia è stata spettacolare, perché l’ottantacinque per cento della popolazione mondiale ha sognato o ha visto il leone alato ed ha anche sentito le parole del visitatore che tornava nel suo mondo. Io l’ho visto, e lei?
- Io l’ho sognato.
- E’ la stessa cosa... Visto che questa è la prima volta che parliamo, le sembrerà troppo se le chiedo un grande favore?
- Su, avanti, signora Walker. Stiamo vivendo in un mondo nuovo ed ancora facciamo fatica a trovare modi più aperti di comunicazione.
- Mi leggerebbe le sue poesie? Immagino che siano inefficienti, arbitrarie e, soprattutto, confortanti.
- Proprio così, signora Walker. Sono inefficienti e confortanti. Gliele leggerò, quando lei vorrà. Le auguro una bellissima giornata.

MinolloWeb//06 - [Editoriale] La storia del Giorno del Leone alato


La storia del Giorno del Leone Alato

La storia dell’immagine del Leone alato è una storia che affonda le proprie radici all’origine dei tempi e tracciarne una fenomenologia risulta affascinante quanto complicato. Forse la prima figura che ci viene in mente è quella della Città di Venezia che si richiama alla figura dell’Apostolo San Marco, uno dei quattro Apostoli evangelici che venivano raffigurati già nell’arte paleocristiana e che si allacciano alla visione che il Profeta Ezechiele avrebbe avuto della venuta del Messia. Già qui si potrebbe fare un primo discorso su “cosa” il leone e l’aquila simboleggino, e le interpretazioni sarebbero davvero tante (la fierezza e l’agilità, l’arte militare e la ragione, la temperanza e l’adattabilità, ecc.) interpretazioni tanto valide quanto aleatorie siccome si rifanno a bestiari che si perdono nel tempo, luoghi e momenti in cui l’essere umano vedeva i due animali associandoli a delle caratteristiche d’animo che oggigiorno potremmo solo intuire.

L’altra cosa interessante, però, è che secondo alcuni il Leone alato rappresenterebbe una civiltà ben distinta, quella dell’antica Babilonia in cui si era soliti costruire statue con tali sembianze poste fuori la città allo scopo di allontanare le sciagure e difendersi dai nemici. Questo è un fenomeno che mi ha dato molto da riflettere. Nel suo tentativo a volte spasmodico di spiegarsi ogni cosa l’essere umano ha sempre cercato non solo di dare nomi e definizioni, ma anche immagini e allegorie che ci conserviamo forse dalle prime storie raccontate attorno al fuoco. In queste storie tutto ciò che non poteva essere spiegato con riferimenti “reali” diventava materia di mitologia, associazioni e creatività, da cui appunto la nascita di figure come quella del Leone alato. Se è vero che il Leone alato rappresenti la cultura Mesopotamica, allora non rappresenta soltanto un insieme di grandi città; rappresenta la PRIMA grande civiltà dell’Occidente che si sia interessata a fenomeni interni all’essere umano.

È qui infatti che nascono le prime religioni, lo studio dell’astronomia, dell’alchimia, della poesia, della matematica e della filosofia. È in questo senso, insomma, che il Leone alato rappresenta il primo approccio strutturato e organizzato dell’essere umano che, da un piano materiale, si slancia verso un piano superiore, cominciando a rompere gli argini del “semplice” fenomeno naturale con un collegamento a “qualcosa di più”. È sempre in questo senso, infine, che Silo (filosofo e pensatore argentino che ha fondato il Movimento Umanista) scrive i suoi racconti intitolati “Il giorno del leone alato”; auspicando un ritorno nel prossimo futuro a questo che potremmo definire semplicemente come un “sospetto del senso”.

mercoledì 15 febbraio 2012

Numero//05


cosa sarà accaduto al Minollo in tutti questi mesi di silenzio? quali sorprese in questo numero 5? scegli una versione dall'elenco in basso, scarica il Minollo di questo mese e scopri cosa si sono inventati i nostri minolloarticolisti...! :)

venerdì 13 gennaio 2012

COMUNICATO STAMPA RETE SHUKRAN

COMUNICATO STAMPA

In data di ieri, 10 Gennaio 2012, il Consiglio della Seconda Municipalità del Comune di Napoli, convocato dal Presidente dr. Francesco Chirico, ha deliberato di non approvare la convenzione con la Rete Shukran, per “la realizzazione di attività in favore di minori immigrati”, inizialmente indirizzata a bambini ROM. La Rete Shukran aveva chiesto, già in data 7 ottobre 2011, l’assegnazione di una sede per attività di doposcuola e di laboratorio, nell’ambito di un suo più ampio progetto a favore delle persone senza dimora e in grave disagio sociale, presenti nella zona dove offre il suo servizio di volontariato sociale, in totale spirito di gratuità. L’attività di sostegno scolastico e d’integrazione veniva proposta a partire da alcuni bambini immigrati, iscritti alla Scuola pubblica e per i quali si era (e si è) pronti da mesi ad offrire i servizi di cui sopra. Era stata indicata una stanza tra quelle della sede della Municipalità in Corso Garibaldi (per soli due giorni alla settimana, in ore pomeridiane, con spese di assicurazione a carico delle associazioni e realtà della Rete), tra l’altro vicina sia alla Scuola che alle fatiscenti “abitazioni” dei bambini. Nonostante il patrocinio morale concesso dal Presidente Chirico e i molteplici interventi della Rete in tre Consigli e in una riunione della Commissione Cultura e Politiche Sociali (nel corso dei quali si è avuto modo di spiegare in maniera approfondita il valore sociale dell’intervento), ieri, per quanto hanno potuto ascoltare i nostri rappresentanti presenti in Aula, con l’astensione di due Consiglieri di Sinistra Ecologia e Libertà e l’assenza di altri si sono realizzate le condizioni per la bocciatura della convenzione e della partenza (peraltro con grave ritardo) dell’attività nella sede istituzionale, già concessa dallo stesso Consiglio ad altre Organizzazioni sociali per i loro progetti.

Pertanto, la Rete Shukran denuncia alla Cittadinanza tale decisione, che rappresenta una brutta pagina nell’ambito della storia delle politiche sociali della Municipalità e della Città. La stessa Rete Shukran, nel ribadire la sua determinazione di realizzare l’attività progettuale, si riserva di promuovere a breve tutte le azioni necessarie alla verifica dell’iter amministrativo che ha portato alla decisione e alla sensibilizzazione sulla problematica dei corpi sociali e delle Istituzioni, nello sforzo di dare voce a quanti sono ai margini della società e in difesa dei diritti umani. Questi, in tale caso sono negati a bambini e alle loro famiglie, che avevano chiesto con entusiasmo l’iscrizione a scuola e il doposcuola. La decisione del Consiglio della Seconda Municipalità è ancor più dissonante con i valori e i principi espressi il 15 dicembre scorso nel corso della prima giornata dei Diritti Umani, promossa dalla stessa Municipalità, e alla quale Rete Shukran ha aderito, partecipando all’organizzazione e alla gestione con un proprio gazebo e con interventi durante il convegno nell’Aula consiliare, cosciente e convinta della centralità, anche costituzionale, della materia, sottolineando che un altro valore di riferimento - etico, sociale e politico - è la coerenza tra principi enunciati a prassi, la cui mediazione appartiene appunto alla Politica.


Napoli, 11 Gennaio 2012

Per Rete Shukran, le Componenti:
Associazione “Città della Gioia Onlus”
Associazione Movimento Onda Anomala
Associazione Siloe
La Comunità per lo Sviluppo Umano – Equipe Napoli
Tali&Quali – Convergenza delle Culture – Equipe Napoli


RETE SHUKRAN – PER E CON LE PERSONE SENZA DIMORA - NAPOLI


www.reteshukran.org info@reteshukran.org

venerdì 8 luglio 2011

Numero//04


Code di rospo e ali di pipistrello! Anche questo mese è uscito il nuovo numero de « Il Minollo »! Cosa avrà in riservo per voi in questa quarta uscita il nostro Minollo-zingara? Meglio affrettarvi a scaricare il file dai link in basso prima che la fattura del Minollo vi colpisca! :-)


ECCEZIONALE!

Solo per questo mese puoi scaricare le carte dei Minollotarocchi! Salvale sul tuo pc e stampale per divertirti a immaginare un futuro pieno di... Minolli! :-)

venerdì 24 giugno 2011

Crea il Minollo che c'è in te #01

Lo scorso 20 giugno i volontari dell'equipe "Tali & Quali" si sono sbizzarriti nell'evento "Crea il Minollo che c'è in te".



Per vedere tutte le foto dell'evento aggiungi il Minollo tra i tuoi amici facebook e scava tra i suoi album fotografici! :))

martedì 24 maggio 2011

Vuoi scrivere sul giornale de "Il Minollo"?

Vuoi scrivere sul giornale de "Il Minollo"?
Scrivi all'indizzo giornaledelminollo@gmail.com, un nostro Minollo addestrato risponderà alle tue domande!! :-)