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mercoledì 1 dicembre 2010
venerdì 26 novembre 2010
editoriale
Il Minollo, questo sconosciuto. Era il 1977 quando Massimo Troise si fingeva un Minollo per evitare il diluvio universale in un famoso sketch della Smorfia. A ben pensarci da allora ad oggi di Minolli ne abbiamo conosciuti tanti: uomini al potere che si sono finti grandi demagoghi per arruffianarsi i voti della gente, istituzioni e fenomeni sociali nati in nome di valori solidali che sono finiti periodicamente nelle pagine dedicate agli scandali sui giornali. Ci hanno fanno credere al denaro, alla televisione, alla competizione sfrenata e all’impossibilità di sognare e così quello che doveva essere un animale inventato è finito per entrare a pieno titolo nel bestiario quotidiano dei nostri tempi.
Noi, di Minolli, ne abbiamo abbastanza. Noi apparteniamo a quella frangia di persone che hanno il coraggio di credere in qualcosa di diverso, che vedono oltre le fessarie che ci passano sotto banco un giorno sì e l’altro pure. Noi vogliamo dire alla gente di non farsi più fregare, di aprire gli occhi e mettersi a creare la realtà che si vuole. È per questo che nasce questo giornale, per dare voce a tutti quei gruppi che in nome dell’Umanesimo e della Nonviolenza si mettono ogni giorno in gioco per smascherare i Minolli di ieri e di oggi (ma anche i Rostocchi, i Sarchiaponi, i Topogigi mutanti, i Cocorito del Sub-Artico occidentale e i puffi alti tre mele o poco più).
Mentre scriviamo questo editoriale la Convergenza delle Culture ed il Partito Umanista Internazionale sono al primo posto qui, a Napoli, per diffondere ed esercitare questa proposta di cambiamento.
E tu – sì, prorio tu, con questo giornale tra le mani e la faccia un po’ svampita – ti senti un po’ Minollo o vuoi zompare dalla nostra parte?
[la redazione de Il Minollo]
Noi, di Minolli, ne abbiamo abbastanza. Noi apparteniamo a quella frangia di persone che hanno il coraggio di credere in qualcosa di diverso, che vedono oltre le fessarie che ci passano sotto banco un giorno sì e l’altro pure. Noi vogliamo dire alla gente di non farsi più fregare, di aprire gli occhi e mettersi a creare la realtà che si vuole. È per questo che nasce questo giornale, per dare voce a tutti quei gruppi che in nome dell’Umanesimo e della Nonviolenza si mettono ogni giorno in gioco per smascherare i Minolli di ieri e di oggi (ma anche i Rostocchi, i Sarchiaponi, i Topogigi mutanti, i Cocorito del Sub-Artico occidentale e i puffi alti tre mele o poco più).
Mentre scriviamo questo editoriale la Convergenza delle Culture ed il Partito Umanista Internazionale sono al primo posto qui, a Napoli, per diffondere ed esercitare questa proposta di cambiamento.
E tu – sì, prorio tu, con questo giornale tra le mani e la faccia un po’ svampita – ti senti un po’ Minollo o vuoi zompare dalla nostra parte?
[la redazione de Il Minollo]
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